Domande a cui risponde il counseling

Come posso sentire la mia vita più “piena”, soddisfacente, fluida?
Come posso riuscire a raggiungere ciò che desidero realmente?
Posso essere più soddisfatto del mio lavoro?
Da dove viene questa mia insoddisfazione?
Cosa voglio davvero dalla mia vita?
Quali sono le mie vere qualità e attitudini?
E’ questo il mio “posto” nella vita? C’è qualcosa di me che posso scoprire, cambiare?
Da dove viene questa mia difficoltà? Posso superarla?

Bisogni a cui risponde il counseling

  • Ho un collaboratore davvero difficile, non so più da che parte prenderlo e non voglio desistere con lui. Ma ho bisogno di nuovi stimoli perché non so più sinceramente cosa fare.
  • Mi chiedo: ma la mia carriera è adeguata? Non mi sono confrontato recentemente con il mercato e con le opportunità, quindi ho bisogno di verificare se il mio inquadramento, stipendio, capacità, insomma… se sto salvaguardando la mia professionalità.
  • In questo periodo ho a che fare con troppi fattori diversi e non riesco a distinguerli: organizzativi, professionali, tecnici, relazionali, ho bisogno di distinguerli con chiarezza e affrontarli ad uno ad uno efficacemente.
  • Non riesco davvero a districarmi nella complessa situazione attuale del mio lavoro; mi ci vorrebbe proprio un supporto professionale strutturato.ù
  • Vorrei mettere alla prova che cosa sono davvero capace di fare, è possibile?
  • Ho la sensazione di avere un potenziale inespresso nella mia azienda, come posso verificarlo?
  • Non mi sento sicuro professionalmente, da che cosa e in che modo posso cominciare a migliorarmi? Da dove partire?

Storie di vita e di counseling

La storia del manager neo papà

Emil è un giovane manager inglese all’apice del successo: 32 anni, studi eccellenti, master MBA e poi incarichi prestigiosi e manageriali precoci, subito importanti, coronati da un matrimonio con una moglie che ama. Da pochi mesi, infine, è nata Clarice, una bimba incredibilmente bella e vivace. E’ qui che Emil incomincia a sentire che qualcosa non funziona come dovrebbe: quando è al lavoro pensa alla moglie da sola alle prese con le mille difficoltà collegate alla bambina e non fa altro che pensare a loro e telefonare; così –appena può- inizia ad uscire presto o quantomeno non troppo tardi dal lavoro. Ma quando arriva a casa si sente di aiuto solo relativamente e –soprattutto- pensa che non stia lavorando come dovrebbe.

In breve, il povero Emil comincia a non dormire bene di notte e a svegliarsi senza più riaddormentarsi. Le disattenzioni, la stanchezza e il tempo relativo al lavoro iniziano ad essere notate.
E’ a questo punto che Emil chiede aiuto ad un esperto di sviluppo personale.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

Negli incontri di counseling, Emil ha appreso e imparato ad utilizzare diversi principi, leggi, attitudini che inizia a praticare:

  • la soluzione in alto
  • le immagini interiori
  • l’incisività
  • la legge del controllo e del caso

In capo a poche settimane riesce a non sentirsi più diviso e anzi ad approfondire le rinnovate energie che scaturiscono da questi nuovi modi di intendere la propria vita, come buon padre e come manager di successo.

Mario e il suo capo autoritario

Mario aveva un problema con il proprio capo: troppo presente l’altro e assenza di delega per Mario; parallelamente, incapacità totale di Mario di lottare per esserci e avere la responsabilità completa del suo ruolo.
Tuttavia, ciò che ha fatto decidere Mario a chiedere aiuto, è stata la consapevolezza che in questa sua incapacità c’era qualcosa d’altro, di più profondo e vitale per lui, già emerso periodicamente in passato e da risolvere una volta per tutte.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

Da quel momento in poi, incontro dopo incontro, Mario ha iniziato a vedere più precisamente i propri punti di miglioramento: chiedere, negoziare, sentirsi di meritare, prendersi responsabilità e annullare il lamento continuo di non essere riconosciuto.

In altre parole, Mario è riuscito ad oggi ad annullare un circolo vizioso e a sviluppare tutte le sue potenzialità.

Marta e l’assenza di possibilità

Marta si sentiva da anni prigioniera del suo lavoro. La sua vita era annullata da questa sua impossibilità di vedere un cambiamento, per lei non c’era possibilità di cambiare vita e lavoro. No soddisfazione nel lavoro, no soddisfazione nella vita personale. In più, sentirsi senza alcuna via d’uscita stava logorando il proprio equilibrio personale.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

Da dove veniva questo blocco? Come riconoscerlo, valorizzarlo, rendergli anche omaggio come parte di sé? Come capire a che bisogno vitale importante corrispondesse? Come fare a mantenere la sua “funzione” ma senza più il “limite”? Questo è stato il cammino di Marta, da quando si è decisa a chiedere un primo incontro al cambiamento reale di vita, avvenuto 6 mesi più tardi.
Oggi Marta ha lavorato sulla propria energia, vitalità, affermazione e soprattutto su ciò che la soddisfa realmente. E ha imparato a concentrarsi principalmente su questo.

Eugenio e il palcoscenico del successo

Eugenio era completamente incapace di parlare in pubblico. Ciò gli accadeva solo 2 volte l’anno, quando doveva parlare della pianificazione aziendale ai 150 manager della sua Società. Ma solo il pensiero gli rovinava l’umore. In più, ciò rischiava di pregiudicargli la carriera, viste le sue evidenti difficoltà sotto gli occhi di tutti.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

L’attenzione del lavoro di counseling si è concentrato sulle aspettative di Eugenio e sul “significato” reale di questi incontri, che non erano “tutto il fallimento” o “tutto il successo”, non erano in sostanza questioni di vita o di morte, come invece Eugenio li percepiva.
Poi si è proseguito per alcuni mesi con esercitazioni e simulazioni pratiche, supporti, riflessioni sui veri successi professionali.
Togliere questo peso e questa importanza ha contribuito ha re-indirizzare tutta la vita lavorativa di Eugenio, a dargli entusiasmo e rinnovata energia. E a parlare in pubblico senza alcun problema.

Marco e l’interesse per Nulla

Marco aveva sempre avuto la sensazione “che niente gli interessasse veramente”: lavoro, affetti, interessi, niente. Apparentemente Marco si presentava come Manager di successo, pur tuttavia, dentro di sé, sentiva come questo fosse privo di valore reale, senza verità. Percepiva tutto come una recita.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate
Andando alle radici, Marco è riuscito a comprendere come il suo fosse un atteggiamento: ha dovuto ammettere che qualcosa in realtà lo interessava. Sono state usate una serie di tecniche procedendo per contrapposizione (cosa ti interessa di più tra….?) e facendogli da specchio dei suoi atteggiamenti. Il non interesse generale era un habitus, come aveva imparato in famiglia.
Ad un certo punto degli incontri, Marco ha sentito il bisogno di superare questa “farsa” come lui la chiamava, riconoscendola come messa in scena da lui stesso, anziché acquisita.

La rabbia insoddisfatta di Marcello

Marcello aveva attacchi di rabbia inspiegabili e la sensazione di malessere, insoddisfazione, di vedere sempre gli aspetti peggiori delle cose.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

Il supporto a Marcello è consistito nel fargli accettare questa rabbia, esprimendola in ambito protetto prima ancora di capire verso chi fosse diretta. Tralasciamo qui gli aspetti più profondi. Si può tuttavia comprendere la liberazione per Marcello, quando ha visto verso chi ce l’aveva in realtà. Si è così sentito legittimato, integrato, energico.

La carriera di Anna

Anna si malediva perché nonostante i suoi sforzi non era mai riuscita a lavorare nel Marketing, suo sogno dall’università ormai 10 anni prima. E questo assillo rischiava di diventare per lei un’ossessione vera e propria che le portava via tempo ed energie preziose.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

La domanda principale del counseling su anna è stata: qual è il significato vero del Marketing dentro te stessa? (“Marketing uguale?… completa la frase”). Tecnica della catastrofe, considerazione dell’immutabilità, elaborazione della delusione, sono stati tutti i passaggi attraverso cui Marta ha re-indirizzato la sua Carriera.

La manager Italo Austriaca

Laura, 38 anni, è cresciuta in Austria, da padre italiano. A 32 anni ha avuto l’offerta di venire a lavorare in Italia, sua seconda patria e cultura a lei familiare. Così, dopo una promettente carriera internazionale a Bruxelles e a Londra, si è trasferita a Milano piena di buone intenzioni personali e professionali. Tuttavia, un paio di anni fa, a distanza di 6 anni dal suo arrivo in Italia, si presenta in studio chiedendo una serie di incontri di counseling: dal primo giorno, si è concentrata solo sul lavoro. Dapprima con soddisfazione ma poi con un crescente senso di chiusura e di sensazione di sacrificio di una parte importante di sé e della sua vita personale e affettiva. Da 6 anni non ha ancora fatto 1 solo giorno di ferie o di assenza dal lavoro. Capisce che c’è qualcosa che non va, ma per lei è stato tutto normale; d’altronde è sempre stata molto dedita al lavoro e con un grande senso del dovere. Sente che sta davvero esagerando: non si è inserita; ha conosciuto poche persone; soprattutto non si sente in grado di programmare un cambiamento. Ha sempre saputo fare “quel che c’è da fare”, ma percepisce che ciò non la porterà da nessuna parte e ad alcuna felicità.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

A distanza di due anni, dopo un lavoro di counseling costante (del resto a lei consono e molto più leggero dei suoi normali carichi di lavoro…) ci arriva una cartolina da un posto meraviglioso: Laura ha cambiato lavoro, re-indirizzato le proprie energie: guadagna di più, lavora con maggior successo e soprattutto la sua vita personale ha lo stesso spazio e lo stesso successo della sua professione, mentre prima considerava le due metà di se stessa in contrapposizione e l’attenzione dedicata a sé solo tempo sottratto a far bene le cose.

Il potere della receptionist

Franco è uno stimato quadro di una piccola azienda di consulenza su temi altamente tecnico professionali e specializzati. In Italia solo poche persone sanno fare il lavoro che Franco svolge con successo. Eppure, arriva al primo incontro di counseling raccontando che c’è un aspetto del suo lavoro che lo manda in bestia.
Nella sua azienda non ci sono cartellini da timbrare, eppure il controllo degli orari di ingresso ed uscita è affidato ad una receptionist che segna su un foglio questi orari e mette in evidenza, in un bel giallo, i nomi di coloro che arrivano tardi o escono presto. Inutile dire che questa lista finisce poi all’Amministratore Delegato. Franco non ha mai potuto sopportare questo controllo, tanto da diventare “contro” e arrivare sistematicamente in ritardo. Recentemente ha avuto altre difficoltà sul lavoro, insoddisfazioni evidenti e alcuni sintomi fisici che lo hanno bloccato letteralmente a letto. Viene allora a chiedere un percorso di counseling proprio perché capisce che qualcosa di più profondo, importante e prioritario c’è sotto questa sua insoddisfazione e irrequietezza.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

Il lavoro di Franco è stato relativizzare la sua azienda alle proprie capacità: dopo 12 anni nella stessa realtà, pur sentendosi stimato e ben retribuito, “a testa china sulle pratiche”, non riusciva a mettere in discussione il proprio ambiente e a negoziare i propri bisogni.
A distanza di 12 mesi, Franco ha effettuato diversi colloqui di lavoro, ha ottenuto un’altra offerta di lavoro, minacciato dimissioni poi ritirate in cambio di un aumento e dell’accoglimento di precisi cambiamenti per sé e per tutti gli altri, presentati in una lista precisa e controfirmata dall’AD. La lista comprendeva elementi di merito, flessibilità di orari e introduzione di criteri manageriali nella gestione, quali riunioni, relazioni, gruppi di lavoro, carichi di lavoro, valutazione prestazioni.

Il padre accezionale

Jean-Pierre, padre precoce di 3 splendidi figli, tutti maschi, ormai adolescenti o quasi, racconta -al primo incontro di counseling- un episodio della sua vita: lui vede il figlio più piccolo, Martin, solo nei week end, perché è fuori tutta la settimana per lavoro.
La settimana precedente, Martin era andato dalla madre dicendo: il mio compagno di scuola Henry ha un padre eccezionale! torna a casa tutte le sere!
Il bambino lo aveva raccontato sinceramente eccitato, ammirato e senza richieste specifiche. Per lui era eccezionale che un padre potesse tornare a casa tutte le sere… Era stato proprio questo candore a spingere Jean-Pierre a mettersi finalmente in discussione. Degli ultimi 13 anni, ne aveva passati 11 in cui era a casa solo il week end. Per il resto della settimana risiedeva in città diverse e all’estero. Si era perso praticamente tutta la giovinezza dei figli e loro avevano perso lui.

Benefici del Counseling sul caso e tecniche utilizzate

Per Jean-Pierre la chiave di approccio è stata l’immagine di sé al lavoro. Lentamente (il lavoro è ancora in corso) sta riuscendo a separare il “far bene” al lavoro con il sacrificio eccessivo di sé, della propria famiglia, del proprio tempo libero. Vista la sua educazione e l’esempio ricevuto dai genitori, per lui era considerarsi normale non vedere i figli e sarebbe stato invece “pessimo” dover risparmiarsi al lavoro.